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Archive → dicembre, 2013

Buon 2014!

Buon Anno a tutti gli amici Runner \o/ che il 2014 sia per voi ricco di corse e “vittorie”

La prima volta

Non è la prima volta che scrivo qui dei miei buoni propositi per l’anno nuovo, ma c’è sempre la prima volta per qualcosa di nuovo che ci si propone di fare e che ci fa stare sereni forse per un giorno.

Non è neppure la prima volta che ho voglia di scrivere di corsa, questa passione che ormai mi accompagna da 5 anni. Ricordo la prima volta che vidi la maratona di Pisa, sarà stato il ’98 o il ’99. Ero nei pressi di Calci con quella che oggi è mia moglie, Silvia. Mi chiedevo come fosse possibile rallentare il traffico per ore (forse al tempo avrò pensato non ad un rallentamento ma ad un vero e proprio blocco) ma ricordo di essere stato in fila forse per 10 minuti. “Come fa questa gente a voler correre tra le macchine che sgassano a pochi metri dai loro polmoni? come fanno a ridursi così, madidi di sudore e trasfigurati in volto dalla fatica”. Abbassai anche il finestrino per dire ad uno in fondo “vai, che arrivi primo!” Coglione!

Poi il 1° gennaio del 2008 ho cominciato a correre io ed era la prima volta, lo sapete già. Non che prima non avessi mai corso, ma il ricordo della corsa era il ricordo di quella che la maggior parte delle volte era una punizione. Anche le squadre di basket che ho allenato per venticinque anni all’inizio della stagione la prima cosa che facevano era correre e se qualcosa andava storto nell’allenamento “10 giri di corsa!”. Ricordo questi ragazzi poco più che ventenni correre dietro all’attempato preparatore atletico e loro andavano lemmi come se superarlo avesse voluto dire mancargli di rispetto. Ricordo anche la prima volta che Ida, preparatrice di una mia squadra, disse ai miei increduli cestisti “correte a bocca aperta e parlate!”. Era una rivoluzione per tutti quelli come me che avevano sempre sentito dire che si corre a bocca chiusa e guai a proferite parola. Invece per correre ci vuole aria da far arrivare ai polmoni e con la bocca aperta ne entra decisamente molta di più. Ricordo la prima volta che a Federico feci fare, a lui ed a tutti i ragazzi della squadra di Ghezzano, quella interminabile corsa di 20 minuti (ovvero il tempo di un tempo di partita) a cui lui arrivò primo. Per gli altri, quasi tutti gli altri, fu una tortura. Lui ora corre per ore nelle ultramaratone magari anche grazie a me.

La prima volta che ho corso in gruppo è stato il 1° gennaio dell’anno successivo. Corsi per la corsa di San Rossino. Mi fece conoscere il gruppo al quale dopo poco mi sono iscritto, il G.P. Rossini. Quella salita è stata dura, ma in compagnia non puoi smettere e la feci tutta. Emozionante fu anche la mia prima corsa competitiva un mese dopo per la mezza Santa Margherita Ligure-Portofino. Quanta gente accalcata in quella piazza e che odori. Ho un buon ricordo anche della prima maratona, unica tra le mie maratone a non essere portata a termine. Mi ritirai proprio lì, a Calci, dove avevo visto altri dieci anni prima arrancare. Nessun coglione mi urlò “vai che arrivi primo”. La prima maratona terminata fu giusto qualche mese dopo a Lucca in 4 ore e un mondo, e dopo un anno a Venezia la mia prima volta sotto le 4 ore: mi veniva da piangere al telefono con Silvia tanta era la soddisfazione. E della prima volta di una maratona all’estero, a Londra, vogliamo parlarne? È stata anche la prima volta che ho fatto una raccolta di beneficenza; non ebbi il risultato sperato ma sono ancora grato a quanti contribuirono. Nè mi dimenticherò facilmente la non maratona nella mia prima volta a New York City: prima o poi ci tornerò a quella maratona non tanto per la corsa quanto per la città.
La prima volta che ho letto un libro che in qualche modo parlava di corsa è stato quando ho letto quello di Murakami. Ogni volta che ci penso penso che il titolo in italiano sia completamente sbagliato, avrebbero fatto bene a tradurre quello originale. Perché la piacevolezza della corsa sta in massima parte lì, nell’avere il tempo di pensare. Si avrebbero dovuto intitolarlo “ciò di cui parlo quando parlo di corsa” e non ammiccare allo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, if you know what I mean.

Detto tutto questo, un po’ di fretta e senza approfondire tanto, qualcuno si stupirà leggendo il mio buon proposito per il nuovo anno. Nel nuovo anno smetto. Si, avete letto bene. Smetto di correre. Meglio, smetto di correre lento. Quest’anno correrò veloce! Ci deve essere una prima volta anche per questo.

Sistemi di allacciatura

In un post recente qui su R+ si è parlato di allacciatura delle scarpe che può essere curata con maggiore o diversamente migliore cura al fine di rendera la calzata più confortevole.
Ho ritrovato questo articolo di Runner’s World dove si parla di 4 tipologie di allacciatura per risolvere quattro differenti situazioni di dis-comfort.
Se ne conoscete di diverse o migliori che possono essere aggiunte a quelle riportate nell’articolo, sono benvenute

4 sistemi allacciatura

10 Minuti di stretching per i tendini delle ginocchia

10 Minuti di stretching per tendini delle ginocchia

A.A.A. cercasi A2 disperatamente

Quando.
A Gennaio con i saldi, o forse ora con una fuori serie.
Obbiettivo
Correrci la RomaOstia e tutte le gare veloci.
Marchi
Escludo le ASICS cui divorzio sarà perfezionato con l’abbandono per fine carriera prossimo tra Gennaio e Febbraio, saranno le gregarie delle nuove. Le ASICS sono quelle del mio PB 1h30′:04″ ottenuto proprio a Roma. Le abbandono perchè sono scarpe senz’anima, non ho mai potuto esprimere il mio modo di correre.

Escludo le BROOKS, al secondo paio delle GHOST, pur essendo delle A3, ho capito che la loro filosofia costruttiva, non appartiene al mio modo dio correre.

Escludo le New Balance, mai provate come A3, non me la sento di provarle come A2.

Escludo le NIKE anche se alcune A2 intraviste, hanno una layout della suola interessante, più consona a quella da profilata come ideale, cioè appoggio continuo tra avampiede e tallone a tassellatura uniforme e non sagomata.

Escludo senza remore le PUMA che fanno letteralmente schifo come scarpe!!

Perl Izumi what?

Candiderei le MIZUNO, ma non saprei che modello.

Opterei per le ADIDAS, ma quelle “vecchie” perché le Energy boost non mi convincono, o meglio, sono convinto che mi farebbero male alle giunture/articolazioni a causa del loro famoso rimbalzo, quale vettore incontrollato sul ritorno della falcata.

Dubito sulle SAUCONY, so di alcuni sauconesy fedeli alle A3, sono rimasti delusi dalle A2.

Quindi?

Soglia Anaerobica Soglia Aerobica

Dopo il Running Clinic Day fatto domenica, dopo aver fatto il test incrementale di Vameva, è stato calcolato che la mia soglia anaerobica è fissata in 11Km/h (5’25″/Km) con una FC SAN di 171bpm
Facendo un po di ricerche in internet ho visto che mediamente la soglia aerobica è data dalla soglia anaerobica meno un 7% circa.
Fatti i debiti calcoli significherebbe che la mia soglia aerobica sarebbe fissata intorno ai 10.2Km/h (5’53″/km).

A me sembra un po troppo vicina alla soglia anaerobica. C’è qualcuno che sa dirmi qualcosa di più?

La maglia

Avevamo altre volte parlato di quest’ argomento ma una puntualizzazione arrivata stamattina via email da parte della società a cui sono iscritto chiarisce tutti i dubbi.

Passaggio dei regolamenti FIDAL mai applicato ma che pure esiste

2.2 AMMENDE

Per mancanza della maglia sociale di un atleta delle categorie Allievi, Juniores, Promesse e Seniores (Master dal 2014) in tutte le manifestazioni (applicabili alla società per ogni atleta): € 100,00