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La 30 Trentina 30K

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Con il socio Marco abbiamo deciso di farci questo lungo insieme. Ci incontriamo il 28 Settembre per correre in questa ambientazione amena imparagonabile con i percorsi della bassa bergamasca :D. Chi vuole essere dei nostri?

QUANTO ERANO BUONI GLI ARANCINI

QUANT'ERANO BUONI GLI ARANCINI 01– … e poi, per te, potrei anche morire
– come moriresti?
– stecchito, in ginocchio, qui davanti ai tuoi piedi, nel tentativo di toccarti le gambe, così …
– e metti giù ‘ste manacce!
– ma un pò di pietà! Sto morendo, stecchito …
– appunto, come uno qualsiasi
– perché, come dovrei morire?
– non lo so, sei tu che inventi quadretti: mi poetizzi, mi sublimi, mi innalzi e poi … mi muori
stecchito, come uno qualsiasi?
– … se stecchito non va bene, posso morire in così tanti modi che ti ci faccio fare la collezione. Per
cominciare, posso morire … sbigottito
– e sarebbe?
– sarebbe …

che sto alla fine di una salita, nel parco di una villa bellissima e so di poterti incontrare.
Corro su. Ai lati vedo solo meraviglie, immerso in un sentiero fra storiche rovine e paesaggi naturali mozzafiato.
Arrivato in cima mi trovo davanti a un bivio.
E’ il tramonto.
Le due strade scendono ripide offrendo poca visibilità: all’inizio di entrambe c’è una curva a gomito e non riesco a capire come continuano.
Sto fermo, col fiatone, mi guardo intorno.
Incantato.
Non s’è mai vista una sera così.
Mi stai aspettando e ho poco tempo a disposizione.
Sento l’affanno della fatica più bella, ma soprattutto l’ansia della scelta definitiva: se sbaglio strada non ti avrò più, per sempre.
Il cuore mi sale in gola, batte forte, sempre più forte.
Ne scelgo una.
Questa di qua.
Vado giù di corsa, di peso, e appena girata la curva, mi ritrovo in una cosa che mi ammazza, sbigottito.
Una cosa che è…
più grande della piazza più grande,
più alta del grattacielo più alto,
più colorata dell’arcobaleno più colorato e me la ritrovo così vicina che …
non so se l’hai capito,
ma sono morto sbigottito
– e cioè?!! Ma che è?!
– non te lo posso raccontare, metti caso che stia succedendo la stessa cosa a un altro, che sta riferendo ad una lei di voler morire allo stesso modo, sbigottito, e che questa lei, per un puro caso si ritrovasse a leggere il mio svelamento. Svuoterei in un attimo tutta la carica del potere misterioso, che dai tuoi occhi posso intuire … è proprio tanto misterioso.
Comunque un indizio te lo posso dare.
Dietro la curva, non c’è niente di urlato, niente di spogliato e niente di molliccio.
E non è neanche doubleface [NdR. si pronuncia alla francese ‘duble fàs’ anche se si scrive allo stesso modo in inglese]
– e se sceglievi l’altra strada?
– quella di là?
– sì
– era occupata da quell’altro di prima, stava appunto raccontando di morire sbigottito, ma s’è sbagliato, e, a questo punto, sarà morto in altro modo …

– quindi, tu mi muori stecchito o sbigottito …
– adesso che ho iniziato, per te potrei morire anche … di tapascio (*)
– di tapascio?! Casomai da tapascio!
– no, di tapascio, mentre mi sto allenando, e nella testa ho solo te, corro attraverso il parco e mi sento dire ‘tapascio!’ da uno che fa le flessioni sull’erba; continuo a correre, entro in pista, ‘tapascio!’ mi urla il coach con la faccia schifata; riesco all’esterno dello stadio, di corsa, per andare sullo stradone, ‘tapascio!’ mi grida l’automobilista in fila al semaforo, tirando giù il finestrino.
Arrivato alla fine dell’allenamento, negli spogliatoi, sotto la doccia, ‘tapascio!!’ in coro da tutti quanti, in piedi e spogliati.
A quest’ultimo coro, muoio di ‘tapascio!’ veramente, non riesco a resistere all’accoppiata di ‘tapascio!’ insieme all’ultima acqua fredda della doccia e mi accascio lentamente, scrivendo il tuo nome sulle piastrelle con la schiuma densa del Badedas.

Ti ho immalinconito?
– un po’, è una immagine triste, con l’acqua fredda …
– e soprattutto, col Badedas, confezione maxi, quella in offerta speciale …
– già
– ma posso recuperare
– vuoi morire un’altra volta?
– per te, sempre per te, potrei morire … di arancini siciliani
– quanto mi piacciono!
– stecchito, sbigottito, di tapascio, per te muoio anche di arancini siciliani, dopo averne mangiati 24 in un dopocena a Castellammare del Golfo, nel punto più bello del centro storico, seduto ad un tavolo profumato di mare.
24 arancini, 24 ripieni diversi, per ciascuno una dedica ad alta voce, alzandolo al cielo come un calice e immaginando di baciare ogni volta una parte diversa del tuo corpo.
Il colpo di grazia ce l’ho sul mozzarella e acciughe, con le labbra tremanti a cercare il tuo decoltè.
– ma qui mi muori senza che c’entri la corsa
– è vero, ma non puoi immaginare quanto erano buoni gli arancini.

(*) Dicasi ‘tapascio’ il podista che, nonostante il tempo e l’impegno dedicati agli allenamenti, rimane notevolmente al di sotto di uno standard qualitativo minimo. Il termine stigmatizza movenze ed affanni tipicamente bradipici. Accezione dispregiativa, a differenza di ‘tapascione’, utilizzato in tono più amichevole e scherzoso.

ALLE SPALLE.


ALLE SPALLE jpeg

– Al 31esimo km della maratona, per la paura di essere fermato dal muro, ho accelerato così tanto che, dopo il dosso dello sterrato, sono atterrato alle spalle del panorama. Intorno, tutto mi continua a succedere, ma io ne sono alle spalle.
– Alle spalle del panorama?
– sì
– al 31esimo km della maratona
– sì
– e come te ne sei accorto?
– mi sono fatto un selfie e sono venuto di nuca
– ma perché, tu in maratona ti porti il cellulare?
– sempre, metti che ti càpita qualcosa … e infatti mò sto alle spalle
– mica mi è chiarissimo, alle spalle, che vuol dire? A parte il selfie, che problemi hai?
– se ci stessi dentro te ne accorgeresti subito. Vedi tutto, ma stando alle spalle:  gli alberi, i monti, le nuvole. Lo so che non c’è differenza ma io la sento, è come se non ci fossi, se mancasse della luce, se niente accadesse per te. Incontri un animale? lo vedi di spalle. Raccogli un fiore? lo vedi di spalle. Per farti capire, è come se, stando al cinema, vedessi le spalle degli attori che recitano.
– cosa pensi di fare?
– intanto mi sono fermato, per la maratona alle spalle non sono allenato e poi, volendo sintetizzare con una frase: “come minchia faccio a ritornare dall’altra parte?”
-…
– ehi?
– …
– …
– ecco fatto, sono rimasto pure da solo, senza nessuno con cui parlare; però posso chiamare, provo con mia moglie … squilla …
Risponde una voce registrata.
– SIAMO SPIACENTI, SI SARÀ SICURAMENTE ACCORTO DI TROVARSI ALLE SPALLE, MICA PENSERÀ DI POTER FARE LE CHIAMATE COME PRIMA. PER ULTERIORI INFORMAZIONI DIGITARE CANCELLETTO.
– e digitiamo cancelletto
– SIAMO PIÙ SPIACENTI DI PRIMA, MA DOBBIAMO INFORMARTI, NEL CASO NON L’AVESSI ANCORA CAPITO, CHE TE NE SEI ANDATO ALL’ALTRO MONDO. SEI ANCORA NELLA FASE ‘SICURAMENTE STO
SOGNANDO’ MA TRA POCO COMINCERAI AD AVERE DELLE VISONI CHIARIFICATRICI, AD ACCOMPAGNARTI CON LORO E A SCOMPARIRE PROGRESSIVAMENTE. NEL FRATTEMPO, SE VUOI APPROFITTARE DI QUESTI POCHI MINUTI PER CONVERSARE CON QUALCUNO PRESENTE NELLA TUA RUBRICA E SE RIESCI ANCORA A VEDERTI LE DITA, DIGITA DUE VOLTE CANCELLETTO.
– ma porca zozza, sicuramente sto sognando, però … quand’è che mi sono addormentato? … vabbè, dai … cancelletto cancelletto
– PRENOTAZIONE INSERITA. SI PREGA RIAGGANCIARE.

Silenzio. Soffia il vento. Scorrono le nuvole. La luce comincia a diminuire.
– embè, non succede niente? Brrr, scommetto che sto sudato pure nel letto e che c’è qualche finestra che fa corrente … però io sto qui, ancora qui! Devo svegliarmi assolutamente.
Squilla il cellulare, è sua moglie.
– dove sei?
– sto al 31esimo km, dietro la collina del tratto sterrato, ma il punto è che sono finito alle spalle del panorama e non posso telefonare come prima, però … per fortuna posso ricevere
– ma che diavolo stai dicendo? qui sono arrivati tutti, pure i peggio sciancati, ti stiamo aspettando da stamattina, stiamo con le scarpettine, con le gonnelline, fa un freddo cane e tu mi dici ‘sta minchiata?
– lo so, ma è difficile da spiegare
– con chi stai?
– ma sto da solo, mi sto morendo di paura, sto alle spalle e non so come rientrare
– smettila di dire fregnacce sennò attacco
– senti, devi chiamare qualcuno, che mi venga a prendere
– ma dove?
– te l’ho detto, alla fine del tratto sterrato, dietro la collina, però sto alle spalle e non so spiegarti come arrivarci
– ma hai bevuto qualcosa, hai sbattuto la testa? non continuare così, che attacco e me ne vado a casa
– mi devi credere, mi sta succedendo tutto davanti e io sto dietro, non riesco a orizzontarmi, a capacitarmi, stavo correndo, e al 31esimo mi sono ritrovato alle spalle di tutto. Mi credi?
– no
E riattacca.

Non sa come muoversi.
Riflette su quello che gli ha appena detto la moglie, che sono arrivati tutti. Quindi è passato un sacco di tempo, e non 5 minuti come è sembrato a lui. Ma vabbè, nei sogni il tempo va, viene, s’attorciglia. Darebbe qualsiasi cosa per sentire adesso quell’odioso rumore della sveglia, gioirebbe anche per uno schiaffone, per una secchiata d’acqua gelata, per una qualsiasi fine a questo incubo che non riesce a scrollarsi di dosso.
Squilla di nuovo il cellulare. E’ sua madre.
– Mamma!!
– ciao, allora, come è andata la maratona? ce la fate domani a venire a pranzo?
– Mamma, non puoi capire, sto in mezzo a un casino e non riesco a uscirne
– vuoi che ti richiamo fra un pò?
– mi ritrovo alle spalle di tutto quello che succede , è come se non potessi più affrontare le cose, ma solo osservarle da dietro, vederle allontanarsi
– con chi sei?
– ma sto da solo, ho freddo, non vedo nessuno
– quando rientrano fatti preparare una cosa calda
– si vabbè, vabbè, ti richiamo
– ma domani vieni a pranzo?
– non lo so, ti chiamo più tardi, ciao
– ciao
Appena in tempo. La batteria del cellulare si è esaurita.
Si guarda intorno.
Laggiù, vede un uomo che si avvicina. Ha i pantaloni a zampa d’elefante, una montagna di capelli ricci, un fazzoletto al collo e la chitarra.
– ma tu sei … Lucio Battisti
– sì.

___________ ANDREA, ALZA LA VOCE! __________

Pronti, via!

Via! Ho detto …

Eppure non mi sentono.
Come quando arrivo primo,
quasi sempre,
e quasi non se ne accorge nessuno.
Lo danno per scontato,
che mi mettono il premio in macchina,
prima della gara.
Via! …
che invece a me lo sconto non lo fa nessuno.
Via! …
Forse sono medici stranieri
Io Andrea … e quindi … Andrei …
Lo so, c’è stato un urto,
stamattina presto,
con così poca luce
che non mi vedevo le scarpette …
Lo so …
ma adesso basta!
Via!
che non mi piace correre col sole alto.
Oggi ho un lavoro semplice,
un lungo, lento, a guardare il Tevere
che piano piano si illumina.
Via!
Sennò faccio veramente tardi.
Troppo tardi!
Via!!
Eppure non mi sentono.

Mica si saranno messi in testa
di farmi saltare l’allenamento.

grazie a LEO per la foto e alla CRAZY HORSE Corporation per l’elaborazione grafica.

Pancafit – un altro modo di fare stretching

PanfFit Tentate tante, si tenta anche questa. Male non farà di certo.
Avevo sentito parlare di questa tecnica basata sull’uso della panca coadiuvata dal fisioterapista per la durata dell’intra sessione (45′ circa) ed ho voluto provarla perchè promette di risolvere molti problemi.
Si basa fondamentalmente sullo stretching dell’intera catena muscolare.
Si può fare per tanti motivi, non ultimi i problemi posturali dai quali dipendono poi tanti degli infortuni da cui siamo afflitti.
Tra qualche settimana sarò in grado di dirvi fino a che punto funziona. Per ora, dopo la prima seduta mi sembra già di essere più bilanciato (in dima per dirla come i carrozieri), non ancora più alto (sensazione legata all’allungamento) ma di stare sicuramente meglio.

Sito ufficiale del metodo Raggi http://www.posturalmed.org/area-scientifica/perche-funziona/

Maratona Venezia 2013

 

 

 

 

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CONOSCERE I MOMENTI-CHIAVE DELLA PREPARAZIONE

Amici runner, quello che leggete di seguito è solo un copia ed incolla dal sito Garmin.

Ritengo però utile conoscere e comprendere la terminologia che spesso ci troviamo ad affrontare e che per qualcuno di noi non sempre risulta completamente comprensibile

Elencati di seguito trovate i diversi elementi che integriamo nei nostri programmi di allenamento. Ovviamente, la combinazione, l’intensità e la durata di questi elementi dipenderà dal vostro livello di esperienza, forma attuale, stagione dell’anno e dagli eventuali obiettivi di gara che vi siete preposti.

Forse ora è anche il momento di esaminare i propri punti di forza e i punti deboli, valutare il proprio allenamento abituale (controllare le informazioni sulle fasi di allenamento) per vedere se esistono aree in cui si possono apportare modifiche per migliorare le vostre perfomance in gara.

Corse lunghe
La corsa lunga è un elemento importante di una preparazione, spesso però diventa un’ossessione, in modo particolare quando ci si allena per una maratona. Prima di tutto concentratevi per aumentare la durata, invece di preoccuparvi del passo o della distanza. L’obiettivo è correre con un passo con il quale si può fare conversione e rilevare il livello di sforzo percepito come il 65-75% di frequenza cardiaca massima (FCM). Questo esercizio per qualcuno può rivelarsi una passeggiata anche a ritmo sostenuto, per altri una corsa/passeggiata o ancora una corsa impegantiva, dipende dal proprio livello di condizione fisica e di esperienza. Queste corse migliorano la resistenza muscolare, la condizione generale del fisico, l’efficienza e l’economia di corsa.

Corse in Soglia
Le sessioni di soglia sono tra gli allenamenti più validi, ma richiedono dedizione. Si corre a un livello di ‘sforzo controllato’ che ha un livello di percepito di circa 80-85% della vostra FCM. Lavorando a questo livello si è in grado solo di dire a stento 4 o 5 parole ai partner di allenamento. Troverete che queste sessioni richiedono concentrazione, ma miglioreranno di gran lunga la vostra resistenza alla velocità, lo stile e l’economia di corsa.

Colline del Kenya
Qualsiasi tipo di allenamento in salita, o collina, sviluppa forza nei muscoli delle gambe e nei tendini senza metterli sotto il tipo di stress a cui sono esposti durante la corsa veloce intervallata. Correre con una pendenza del 7-10% per un periodo da 30 secondi a 2 minuti ad un passo regolare e costante, una volta giunti in cima, svoltare e scendere con passi decisi, lunghi e rilassati, quindi svoltare di nuovo giunti in fondo e ripetere senza recupero. Ho scoperto questo tipo di sessione in collina
quando mi sono allenato in Kenya con alcuni atleti facenti parte dell’elite keniana – per questo ho chiamato la sessione Colline del Kenya. Si tratta di una delle sessioni più impegnative, e come una corsa in soglia va affrontata ad un livello di circa 80-85% della FCM, e si possono scambiare a stento 4 o 5 parole.

Fartlek
Questo è un termine svedese che letteralmente significa “gioco di velocità”. Implica un numero di sforzi improvvisi su varie distanze e tipi di terreno con un recupero variabile. In origine la lunghezza dello sforzo si basava sul tipo di terreno, ad esempio aumentare l’intensità quando si arrivava ad un tratto in salita, non importa quanto lungo. Si può comunque adattare questa sessione alle proprie esigenze ed è un metodo molto efficace per introdurre un tipo di corsa più veloce nell’allenamento.

Allenamento con intervalli
“Interval training”, consente l’allenamento mirato a specifiche velocità e passo di corsa, prevede sessioni di corsa cronometrate con recupero temporizzato e controllato. Il livello di sforzo percepito è di circa 90-95% in riferimento alla frequenza cardiaca massima (FCM), ciò significa riuscire pronunciare a stento due parole.

Corse regolari
Le corse regolari si svolgono a un livello di sforzo percepito di circa il 75-80% (FCM) e si prova un certo fastidio fisico. Molti si allenano a questo livello perché sentono di effettuare lo sforzo corretto, in realtà non è un livello che aiuta la concentrazione e fornisce benefici, e non è utile come esercizio di recupero. Il risultato è nullo! In ogni caso, di tanto in tanto utilizziamo questo livello di allenamento quando cerchiamo di migliorare la soglia o aumentare il carico di lavoro generale all’interno del programma di allenamento.

Allenamento a passo di maratona
Comprendere a quale passo siete in grado di correre la vostra maratona è molto importante. La valutazione del passo è cruciale per correre la vostra miglior maratona possibile. L’allenamento a passo di maratona è a un livello di circa 78 – 82% di FCM e consente al fisico e alla mente di abituarsi a quello che sarà loro richiesto il giorno della gara.

Riscaldamento
Prima di iniziare qualsiasi esercizio, o tipo di allenamento in salita, a intervalli e di soglia, è importante riscaldarsi gradualmente. Una leggera corsa di 10-15 minuti consente ai muscoli di scaldarsi gradualmente e migliorare l’intensità del movimento. Consente anche al sistema cardiovascolare di prepararsi al lavoro più pesante da svolgere.

Recupero dopo l’allenamento
Un periodo di almeno10-15 minuti di corsa rilassata concede al fisico di riabituarsi a uno stato regolare. Il raffreddamento non consente al sangue di accumularsi nelle gambe e aiuta a rimuovere elementi tossici come l’acido lattico dalle cellule muscolari evitando i dolori muscolari.

Corsa di recupero
L’allenamento di resistenza richiede al fisico di lavorare duramente, ma per vedere miglioramenti il lavoro non deve essere interrotto ma integrato con le corse di recupero. Le corse di recupero dovranno essere facili e rilassate. Sarà necessario respirare in modo tranquillo ed essere capaci di tenere una conversazione con un partner durante la corsa. Questo significa che il vostro livello di sforzo sarà di circa 60–65% FCM e non dovrà superare i 45 minuti. Questo consentirà al vostro corpo di adattarsi al carico di lavoro dell’allenamento e migliorare, ma aiuta anche a rimuovere le tossine che si accumulano nei muscoli
dopo gli sforzi più duri.

Cross training e total body
È importante allenarsi in modo equilibrato, con attività senza impatto come nuoto, ciclismo, canottaggio, aerobica, esercizi di ginnastica libera ecc., diversamente aumentano i rischi di infortunio che ostacolano il progresso del vostro allenamento. Anche i runners più esperti dovranno aggiungere questo tipo di esercizi ai loro abituali allenamenti. Le corse di resistenza, in particolare la maratona, richiedono il coinvolgimento di tutto il corpo, anche per mantenere uno stile di corsa efficiente verso la fine.
Per ottenere questo, il vostro obiettivo dovrà essere quello di lavorare su vari gruppi muscolari, non solo quello delle gambe.
Ricordate di essere un atleta, i cross training e il coinvolgimento completo del corpo completano la corsa e non devono essere intensi come elementi di inutile fatica o di eccessivo carico.

Riposo
Per aiutare il vostro corpo a sostenere il carico di lavoro, il riposo deve essere considerata una parte molto importante del programma di allenamento, tanto quanto la corsa. Ascoltate il vostro corpo e prestate attenzione ai segnali che vi invia. Se avvertite stanchezza prima di avere corso un solo passo, oppure pensate a scuse per non correre e iniziate a notare una serie di piccoli infortuni, avete bisogno di un periodo di pausa più lungo. Riposare abbastanza consente il recupero fisico e mentale, e dona al corpo il tempo di adattarsi al carico di lavoro. Ricordate: nei giorni di riposo, è necessario riposare

UNA MEDAGLIA DA MERCURIO


In uno struggente tramonto prenatalizio, Federico e Roberto stanno ultimando l’allenamento sulla pista dello stadio delle Terme, incastonato, come in un presepe, ai piedi delle rovine dell’antico Teatro di Caracalla.
Il lavoro di oggi prevede le ripetute di corsa veloce: ritmi sostenuti, con recuperi corti e sempre in movimento.
Insomma, una fatica massacrante.
Nei 100 metri conclusivi della ripetuta finale, durante lo sprint più impegnativo, accade qualcosa di insolito: l’ultimo bagliore rosso del tramonto scompare tra le rovine, tramutandosi a sorpresa in un delicato raggio verde. Tutto appena in un attimo.
Roberto, nel rallentare dopo lo sprint, è il primo a sottolineare l’evento, con l’affanno, col fiatone:

– Federì, ma hai visto che colori? E quel verde!? Ciai fatto caso? Sembrava ‘no smeraldo lanciato nell’atmosfera, cò tutta la scia, come n’astronave.

Nell’annunciarlo guarda ancora lassù, con gli occhi spalancati, quasi commuovendosi per un premio ricevuto: forse per l’anno che si sta chiudendo, per l’atmosfera magica del Natale che c’è in giro, o forse, anzi, sicuramente, per attribuirsi un riconoscimento sul buon esito del pesante lavoro svolto.
I due continuano a girare in pista, adesso a ritmo blando, per sciogliere la fatica, ed è sempre Roberto che riattacca:

– Federì, quanno càpita come stasera, che il lavoro è faticoso, che all’inizio pensi dè nun faccela, che pensi subbito dè mollà, ma poi resisti e stringi i denti, fino alla fine, quanno t’accorgi d’avè rispettato tutti i tempi, ecco, quanno càpita così, me sento come s’avessi fatto n’opera dè bene e dè meritamme n’applauso, ma non tanto d’er pubblico che viene qua a bàtteme le mani, no, non cerco la telecamerina accesa, è quarcosa dè caldo, in mezzo al petto, come se tutto quello che me sta intorno me volesse dì grazie, sta pista, l’arberi, Roma, er mondo, l’universo, grazie, p’avelli resi migliori, insieme a me, pè avè stretto i denti.
E quel raggio verde è stata la risposta, come se l’universo m’avesse strizzato l’occhiolino, l’iride sorridente di un avatar in volo. 
Tutto torna, facce caso. Prima il rosso della fatica, nella ‘pista crucis’ delle ripetuea, e poi, alla fine, bravo! che ce l’hai fatta, te meriti il verde. Eccolo! Fresco, smeraldo, da chissà quale pianeta della galassia.

Però a te Federì, me pare che nun t’ha fatto effetto! T’è sembrato tutto normale, tutto uguale …
Ma te sei almeno accorto dè quarcosa!?

Federico ha ascoltato attentamente le esaltazioni di Roberto, annuendo qua e là, alla maniera di chi approva tutti i passaggi ma ha in serbo la considerazione finale a cui l’altro non riesce ad arrivare. Articola lentamente la risposta, volendo appoggiarsi a tutto l’entusiasmo del compagno:

– Ma sì Robbè, l’ho visto pure io quel raggio verde e sò stupito, quanto te e forse, anche ‘ppiù dè te! Non tanto per il raggio, perché quando uno corre de visioni ce n’ha tante, ma per il fatto che l’avemo visto insieme, tutti e due! Vor dì  che c’è stato veramente! Che nun è stata n’allucinazione mia, che me stavo a morì dè fatica oppure ‘na svista tua che correvi cor sudore dentro l’occhi! Nun è stato ‘n effetto ottico dovuto alla posizione o n’errore der montaggio, no, c’è stato un lampo verde, in mezzo a’n cielo rosso sangue.
E sò pure d’accordo cò te che nun era dè ‘sta Terra, che è venuto da fori, da n’artro pianeta.

Roberto appoggia una mano sulle spalle del compagno: continuano a corricchiare sembrando due ragazzi che festeggiano il goal appena fatto

– Ma allora semo allineati su tutto Federì! E così, cò tutti quanti che stanno a vedè ufo dapertutto, pure noi l’avemo avvistati … e cianno pure dato la medaglia, a modo loro, cò quella bella scia colorata!

– No Robbè, quella medaglia … nun era diretta a noi.

Roberto non se l’aspettava, si ferma sulla pista e fa la faccia di chi, con una mossa del fianco, è stato appena scansato dal podio. Vuole una spiegazione da Federico, che ha continuato a defaticare, e che, da qualche metro più avanti, gli fa un cenno con la mano, come a dirgli –  vieqquà che te spiego tutto – e infatti:

– Supponi che stamo a parlà dé ufo su Mercurio, e te la stò a fà facile, perché è vero che stamo a parlà dè milioni dè km, ma Mercurio, dopo il Sole, è il pianeta più vicino alla Terra…
Lo sai quanto ce mette la luce, cò la velocità che s’aritrova, a coprì la distanza Terra-Mercurio?

– Macchenesò Federì … te n’esci cò certe domande …

– Prova a pensacce, che te ce poi avvicinà …

– Vabbè Federì, provamoce … dunque, la luce va a 300.000km/secondo, quindi dpo 4 secondi stamo già abbondanti oltre il milione dè km, dopo un minuto stamo circa sui 20 milioni, mò nun lo so quanto dista Mercurio … diciamo … ce mette un par dè minuti? tre, quattro?

– 12 minuti Robbè. La luce parte dalla Terra e pè arrivà su Mercurio ce mette 12 minuti.

– Pensavo meno … magari si parte dalla stazione Tiburtina, guadagna qualcosa …

– Famme continuà, sinnò nun te riesco a spiegà bene tutto quanto. Ipotizza che adesso, mentre corricchiamo girando sulla pista, ecco, qui, proprio mentre passamo sulla linea d’arrivo dei 100 metri, s’accendano tutti insieme ‘sti riflettori, questi quassù, sistemati sopra il traguardo, che cominciano a diffonde luce bianca in ogni direzione, ovunque. Un grande Flash tutto bianco! E te faccio notà che sò le 17e43. Esatte.

– Non la fa troppo complicata Federì, che io già te seguo a fatica; dopo ‘ste ripetute nun è che ciò il cervello proprio al massimo della resa

– Gnente dè complicato Robbè. Alle 17:43 in punto, l’evento Flash bianco certifica che noi abbiamo tagliato il traguardo qui sulla pista delle Terme e da Mercurio se ne accorgono vedendo arrivare tutti quegli sprazzi di luce.

– Oh finalmente!! Così semo tutti contenti e potemo annasse a fa la doccia, che si aspettamo nartro po’ …

– Robbè, è vero, da Mercurio se ne accorgono… ma quando?

– A Federì, ma come quando?! alle 17e43 esatte!! Me stai a fà nà capoccia tanta … e poi te scordi le cose?

– Ma no! Alle 17e43 qui si accendono le luci, ma lassù, su Mercurio le vedranno dopo 12 minuti alle 17e55 … e supponi che, dopo aver visto le nostre luci bianche ci vogliano rispondere accendendo anche loro dei riflettori, stavolta di luce verde, e quindi, alle nostre 17:55 parte da lassù un evento Flash verde che noi vedremo alle 18e07, altri 12 minuti e così diventano 24…

– Accidenti Federì, armeno sotto Natale ce potevi passà sopra, così ce tenevamo ‘sta bella medaglia, un bel regalo sotto l’albero. E invece no!  … Però a ‘sto punto…

Roberto si blocca pensieroso e Federico, forse pentito di aver spoetizzato un po’ troppo l’entusiasmo del compagno, cerca di recuperare, mostrandosi premuroso:

– Che c’è Robbè?! a sto punto … che? … che stai a penzà ?

– Stavo a penzà, adesso che rientramo a fasse la doccia, può darsi che ce trovamo ancora quello che 24 minuti fa stava qui al traguardo e s’è meritato la medaglia verde che pensavo mia… così, je volevo fà i complimenti…

Video di appoggio

ale

Carissimi,
non so quanto possa essere interessante però vi metto qui sopra (click su “ale”) un video (mov) che ho fatto ad un amico che deve comprarsi un paio di scarpe da corsa e a cui darei un consiglio (o il video al commesso del negozio di scarpe) su che tipo di scarpre prendere (neutro, supinatore, pronatore). Lui ha ricambiato il favore filmando anche me ma il suo video è finito quando doveva iniziare quindi il mio appoggio ve lo risparmio… almeno per ora 🙂

Che ne dite?

CiaoooGiabon

ps: il consumo delle sue attuali scarpe (neutre) è abbastanza simile al mio, da pronatore.

ps2: sta iniziando a correre ora in palestra, è agli inizi, ma 30-40 minuti se li spara sul tapis (e già solo questo mostra che ha una voglia che io non avrei mai…)

L’ autorizzazione….?

Leggete qui:
Multati!

Certo nei particolari non possiamo sapere cosa sia accaduto ma a volte la fantasia umana travalica alcuni limiti…

Veramente c’è un’ autorizzazione allo svolgimento di attività fisiche?